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Massimo Giannoni è un pittore toscano che vive e lavora a Firenze. Nato ad Empoli nel 1954, sin da giovane spicca per le sue innate capacità pittoriche. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove nel 1979 fu vincitore del Premio Lubiam (Mantova), assegnato al miglior studente di tutte le accademie di Belle Arti d’Italia. Vanta una lunga serie di mostre europee e fiere internazionali molto apprezzate dalla critica e dal pubblico. L’opera di Giannoni è principalmente fondata sulla rappresentazione di luoghi di accumulo, di archiviazione, luoghi della memoria. Interni di librerie, stock exchange, piazze, bacheche di musei di scienze naturali, sono i suoi soggetti ricorrenti. La sovrabbondanza ordinata o talvolta disordinata di informazioni, sia quelle racchiuse nei libri, che quelle di dati numerici luminosi su tabelloni di borse valori, inducono lo spettatore ad un senso di vertigine. La ricerca di Giannoni si concentra sull’ambiente e non sulla natura umana, ma allo stesso tempo ci parla dell’uomo e dell’inesorabile scorrere del tempo, dove gli oggetti rimangono, al contrario degli esseri viventi. Utilizza una tecnica che evade dagli schemi contrapposti dell’astrazione e del figurativo, caratterizzata dalla stratificazione di colori a olio molto pastosi, i quali esaltano il potere espressivo dell’immagine che sembra vibrare. E’ fondamentale la distanza per la fruizione delle sue opere. La materia spessa, stesa a spatola, fa sì che i contorni si sfaldino, la figura si dissolve ed è solo ad una lunga distanza che questa si ricompone magicamente. La materia così assume una vita a sé stante, si distacca dal descrivere ed è soggetto nel soggetto.

