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Jean Boghossian
Pyros: fuoco e materia
30.01.2026
01.03.2026
Boghossian, è un artista che si colloca tra i pionieri contemporanei che esplorano l'uso del fuoco come strumento creativo: un uso che attraversa la storia dell’arte del Novecento come atto radicale di trasformazione della materia. Nel lavoro di Boghossian la superficie si configura come luogo di sedimentazione di eventi: combustioni, depositi, fratture. L’opera non è il risultato di una composizione formale preordinata, ma l’esito di un processo in cui la materia conserva la memoria dell’azione subita. In questa prospettiva, la pratica dell’artista si colloca in una continuità critica con le ricerche post-pittoriche del Novecento, riaffermando al contempo la centralità del gesto e del corpo in un contesto contemporaneo segnato dalla smaterializzazione dell’immagine. Artisti come Alberto Burri hanno fatto della combustione un linguaggio capace di mettere in crisi la superficie pittorica tradizionale, introducendo una nuova relazione tra gesto, materia e tempo. È in questo solco, consapevolmente rielaborato, che si colloca la ricerca di Boghossian. Boghossian raccoglie queste istanze e le rielabora in una pratica che si fonda su una tensione costante tra controllo e aleatorietà, tra intenzionalità del gesto e risposta imprevedibile del materiale. Se in Burri il fuoco diventa ferita e sutura, in Boghossian esso si configura come scrittura. Una scrittura non verbale, che sostituisce il segno grafico con la traccia della combustione. Le superfici, siano esse pagine o tele, non rappresentano: testimoniano. Conservano l’impronta di un evento, di un tempo sospeso tra distruzione e rivelazione.
Alcune opere in mostra










